Eccomi nuovamente a raccontarvi qualcosa di strano che incontro durante le nostre soste o i nostri trasferimenti, naturalmente dal mio punto di vista (Ops! come sempre uso il termine vista).
Sono ormai dieci giorni che siamo ormeggiati a Otranto. Bella cittadina, gente ospitale fin troppo. Ma fin dai primi giorni c’era qualcosa che mi straniva, che non mi convinceva, ed ora voglio raccontare a voi e portare alla vostra attenzione la cosa.
La Lega Navale di Otranto ci ospita nel porto commerciale dove ci sono molti attracchi, su di un pontile che in fondo termina a forma di lettera “t”. Abbiamo ormeggiato all’inglese cioè dando un fianco della arca al molo. Occupiamo quasi tutto lo spazio di questa piccola lettera mentre la parte che congiunge la banchina in cemento e i terminal del pontile è uno stilo lungo di legno fisso ma traballante. Noi da giorni lo percorriamo su e giù molte volte al giorno,siamo ormai così abituati che lo conosciamo listello per listello. Se voi lo percorrete dalla barca al porto ha una certa lunghezza ma se lo percorrete in senso inverso, da terra alla barca, vi accorgerete che è più lungo. Quindi ci vuole più tempo a raggiungere la barca che lasciarla anche se si và alla stessa velocità. Solitamente il ritorno sembra sempre più corto dell’andata, ma in questo caso non è così. Sembra che durante la nostra assenza qualcuno aggiunga dei pezzi. E’ una sensazione strana.
Lasciando da parte questo piccolo problema, l’ospitalità della gente di Otranto è insuperabile. Il dover partire dispiace molto ma purtroppo il viaggio deve continuare e speriamo che il meteo sia clemente con la Dolce vita.
Alla prossima notizia bizzarra o meno. Ciao a tutti coloro che sono con noi.
Egidio

Ciao Berti Ciao Egidio spero tanto di rivedervi presto. Sono stata travolta dai vostri racconti mi avete regalato delle emozioni così forti che ….. mi sento destabilizzata; mi avete fatto riflettere ….molto. Grazie veramente di cuore. Florinda
Non stiamo facendo niente di estremamente particolare. Ci stiamo aiutando a vivere ed a capire certi momenti oscuri della vita. Tutto qua, tanti lo fanno attraverso i farmaci,, noi in modo piu’ alternativo, diverso. Ma siamo solo due uomini.Ciao!
magari alla andata avete il vento a favore ed al rientro lo avete contro!! ah ah
dai andate avanti, troverete altri porti ed altra gente altrettanto ospitale
ciao
Nico
Tu scherzi, ma alla Rimini Corfu’ del 96 che ho fatto con l’Esimit. ex Gaia Cube, abbiamo fatto la discesa verso Corfu’ tutta di bolina perfetta con l’isolotto di Santi Quaranta al vento, ed al ritorno Rimini al vento quindi quasi1600. miglia al vento. Mai usata una vela di poppa mai usato uno spinnaker o un gennaker se non per dormirci su durante le notti interminabili di bonaccia!
Per cui per favore non chiamarcela, tu scherzi, ma potrebbe succedere ed è già successo!
Forza Egidio … sei forte (la tua ex compagna di classe “PAGIUS” Pagetti)