FUGA DAL DREK RIVER (FUGA DA FIUME DI M….)

Provenienza da Gaeta per atterrare su Fiumicino sabato mattina dopo le ore zero. La Dolce Vita raggiunge le foci del fiume Tevere, è buio, la notte fredda, il mare calmo. Berti chiede informazioni ai contatti che abbiamo per la Lega Navale di Fiumicino dove dobbiamo andare per ormeggiare in tranquillità. Ci viene indicata la foce del fiume più a nord dove non ci sono problemi di fondo, ma ci sono due ponti, uno girevole e uno levatoio, e vengono aperti in determinati orari che ci vengono comunicati per nostra fortuna, ma che naturalmente non combaciano con gli orari che effettivamente effettuano questi due ponti. Il primo pedonale è gestito dalla Capitaneria di Porto mentre il secondo che è stradale viene gestito dal comune. Sappiamo che il primo apre alle 9 del mattino, fantasia, infatti apre alle 8 e alle 8 di sera. Noi naturalmente ci ormeggiamo per riposare e convinti dell’ orario in nostro possesso ci rechiamo vicino al ponte in un orario errato. Berti dopo l’ormeggio si reca ad acquistare delle pasterelle per la colazione alla CP e chiede informazioni  venendo così a conoscenza dei nuovi orari. A questo punto ci aprono il ponte pedonale, grazie alla nostra insistente richiesta, per poter passare all’ormeggio della Capitaneria. Lì ci fanno attendere l’apertura del secondo ponte. Finalmente alle 8 di sera di sabato aprono il secondo ponte e si rompe un tirante ma ci fanno passare ugualmente oltre. Ogni tanto chiediamo dove siano situati i pontili della Lega Navale ma nessuno sa qualcosa. Più che nel centro Italia mi sembra di essere in una nostra bella isola dove l’omertà fa la parte del padrone. Andando avanti arriviamo all’autostrada, vediamo dei pontili e arche forse quelli della Lega ma non vediamo nessuno, sentiamo solo un goloso profumo di carne alla brace, invitante, forse attendeva la nostra presenza… Comunque è difficile trovare qualcosa se nessuno ti sa informare e per quella notte rimaniamo ormeggiati alla ‘va là che vai bene’.  Anche la domenica piovosa passa lì, ma finalmente lunedì mattina alle 9 ci rechiamo al ponte che essendo rotto, non si apre.  Ormeggiamo per  fare compere e ci giunge la telefonata del presidente della Lega Navale che finalmente ci da un’ indicazione precisa. In verità ci siamo passati davanti molte volte a quei pontili ma nessuno lo sapeva o sapeva indicarceli …   ci ormeggiamo e finalmente tiriamo un sospiro di sollievo.

Non basta sospirare e l’unica cosa che riusciamo ad avere è la corrente. Poi dopo un giorno veniamo intanto a sapere che il ponte aprirà solo al giovedì mattino alle 6 – quindi il lunedì avuta la luce, mercoledì l’acqua e il martedì la spesa, con il veleno per le pantegane grandi come vitelli e l’insetticida per le zanzare che non riusciva ad ucciderle perché ci voleva i martello, in quei giorni ero troppo deluso per pensare positivo ma attendevo le ore 6 di giovedì per ritornare vivo.

Vi racconto anche cosa ha risposto Berti alla mia domanda come fosse il mare davanti alle foci: “Questa è una di quelle volte che non te la devi prendere con la natura e un tuo problema”, io da quel giorno non ho avuto più coraggio di chiedere nulla del paesaggio, anzi, come già detto, non vedevo l’ora di evadere da Drek River.

Egidio Livorno 12-05-2012

About these ads
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

2 risposte a FUGA DAL DREK RIVER (FUGA DA FIUME DI M….)

  1. luciano scrive:

    Bel racconto Egidio, sembra di essere lì con voi!!

  2. giovanni paolo bartoli scrive:

    …e con voi di aver partecipato all’evasione …….

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...